Traslochi

 

di Danito


Dashiell Hammett

 

Questo figlio di puttana ha anche un ruolo di responsabilità nel senso che Sfrecciano le macchine a tutta velocità sull’autostrada e fanno un fischio di vento che solletica la finestra semiaperta E questo pezzo di carne fetido ancora mi guarda “Ma che cazzo vuoi maledetto bastardo che se fosse per gente come te” Il settimo piano è alto molto più di troppo per chi soffre di vertigini e “Ci vedi sotto? maledetta sozzura, verminoso scarto del genere umano, ti mando a raggiungere quella troia di tua madre” “Sul tavolo” sussurra, con una voce da sigaro, il bastardo Il sangue in un rivolo gli cola dalla fronte ferita Gli ho risparmiato la pallottola perchè a sto frocio basta il culo della pistola, per far sangue Apro il frigo e mi aggrappo alla prima cosa che trovo Dirigenti di non si sa bene cosa Hanno diritto anche al frigo, nell’ufficio spaziale Qualche rumore da fuori così afferro il libro che sta sul tavolo Meglio telare

Esco all’aria nello spazio di due buone golate di birra Magari birra Non si maltratta il proprio fegato con questa merda di Panachè Faccio volare la bottiglia alle spalle e mi infilo in Viaggio alla velocità di crociera così anche le guardie se vedono Ecco che sto pedone ha voglia di rompere il cazzo “Ma vaffanculo che semmai ti pago per nuovo vecchio cazzone-rottame-da-demolitore!” Mi infilo nella viuzza del carrozziere “Di Franco” e gli lascio la Punto scassata Me ne vado su una nuova Panda che puzza ancora di plastica da quanto è

Arrivo dal cliente in tempo per un bicchiere della roba costosa che tiene nel mobiletto Circondato dalle sue troiette colle manine bianche e rosa, il vecchio Fuori è ancora primavera e c’è odore di sterpi in fiore Il vecchio stringe il libro che non gli pare nemmeno vero e Accendo una sigaretta e in una boccata infiammo polmoni e stomaco “Allora s’era detto un migliaio…” gli butto lì Questo fa il silenzioso e attacca con la solfa della rarità, e mi racconta “Senti amico…” provo a cominciare ma vado giù, proprio come una pera matura dall’albero


Davvero ho fatto una cazzata da dilettante Il bicchierino col sedativo è il modo più stupido di farsi fottere Mi risveglio che sono nella classica stanza buia e Giusto le sigarette m’hanno lasciato Faccio luce col fiammifero e Però gentili, c’è anche una candela Per il resto solo pareti e neanche una porta

Allora con ordine ripenso Il vecchio mi assolda per prendere un libro raro Offre un migliaio Mi manda dal cazzone rincoglionito che lavora in mezzo ai libri Faccio il lavoro e non mi dà i soldi ma mi chiude qui Non ha senso che sto riccastro non voglia sganciare un semplice migliaio Io poi ho garanzie di professionalità Tengo la bocca chiusa Ma che

Mentre faccio andare le rotelle Si apre uno sportello sul soffito S’affaccia una faccia da merdoso filippino e cade un libro dall’alto “Ehi! Muso giallo, cazzo vuoi che mangi carta!” Nemmeno il tempo di insultarlo per bene che si chiude la botola Ma guarda te il vecchio che mi manda il libro Dashiell Hammett Piombo e sangue e mi scrive in prima pagina “Impari a riconoscere il valore delle cose. Le ho fatto fare un lavoro inutile. Le pare questa una prima edizione? La sua ignoranza va curata. Legga. Ora è sotto la mia tutela. Niente lettura, niente cibo.” Penso che il vecchio non ci sia tanto di testa